Cenni storici:
Il primo sistema di valutazione sci-alpinistico, chiamato allora "sci di montagna" o sci "de randonnée", è della fine degli anni’40 e fu introdotto dall’ingegnere francese Blachere, appassionato di sci-alpinismo.
Premessa
La valutazione di un itinerario sci-alpinistico è correlata a condizioni "standard" del manto nevoso, vale a dire:
- condizioni meteo favorevoli: buona visibilità e poco vento
- condizioni di neve ‘normale’: favorevole alla progressione ma non neve trasformata
- condizioni fisiche buone
- equipaggiamento per uscite di una giornata
Di norma, però, le difficoltà che si riscontrano e che vengono valutate dalle ‘scale’ che seguono, devono essere ponderate anche in relazione ai vari fattori meteorologici, nivologici, preparazione psico-fisica, etc.
La valutazione di un itinerario può essere fatta attraverso i parametri di:
* valutazione complessiva: tiene conto delle condizioni "standard" e mette assieme diversi fattori il più importante dei quali è quello relativo alla difficoltà tecnica della discesa, vale a dire la continuità della pendenza del terreno, lo sviluppo dell’itinerario e la continuità delle difficoltà sia per la salita che per la discesa. Infine, considera anche i pericoli oggettivi (crepacci, seracchi, rischio valanghe,…) senza dimenticare la complessità del percorso.
* valutazione ‘puntuale’: riguarda la valutazione di brevi passaggi da effettuarsi in caso di necessità, con riferimento a delle condizioni "standard". E’ molto utile per indicare se nell’itinerario di discesa si devono affrontare dei passaggi corti ripidi o esposti, anche nel contesto di una discesa globalmente più facile.
* valutazione nivologica: grado di rischio valanghivo, tipologia dl manto nevoso, etc.
Scale di valutazione
(1) La valutazione prende come riferimento la scala Blachere [introdotta alla fine degli anni’40] che classifica gli itinerari sci-alpinistici secondo la seguente gradazione globale, dove la lettera "A" indica che l’itinerario presenta anche caratteri alpinistici (percorso di creste, tratti rocciosi o esposti, quote elevate, attraversamento di ghiacciai, etc.) per cui può rendersi necessario l’uso di attrezzatura adeguata (corda, piccozza, ramponi,..), con la conseguente conoscenza del suo utilizzo, in particolare per il recupero dai crepacci di un compagno, sia che collabori o che ne sia impossibilitato.
MS Medi sciatori (che padroneggiano pendii aperti di pendenza moderata, sino a 25°).
BS Buoni sciatori (che sono in grado di curvare e di arrestarsi in breve spazio e nel punto voluto, su pendii inclinati sino a 40°, anche con condizioni di neve difficili).
OS Ottimi sciatori (che hanno un’ottima padronanza dello sci anche su terreni molto ripidi, con tratti esposti e passaggi obbligati)
MSA Medi sciatori alpinisti
BSA Buoni sciatori alpinisti
OSA Ottimi sciatori alpinisti
(2) La scala di Traynard prevede la classificazione e la valutazione degli itinerari dal punto di vista delle difficoltà che comporta la discesa (passaggi brevi o tratti):
S1 - terreno piano o poco inclinato che può essere tagliato in linea retta senza acquistare una eccessiva velocità. Nessuna difficoltà di percorso.
S2 - terreno poco inclinato con piccoli avvallamenti dove sono richieste ampie virate per diminuire la velocità. Gli arresti si possono prevedere con molto anticipo.
S3 - terreno ampio a moderata pendenza (35°); si richiedono numerose "serpentine" che possono essere effettuate a volontà dello sciatore.
S4 - terreno stretto oppure pendenza sostenuta; curve imposte dalla natura del terreno (ostacoli, crepacci, ecc. ).
S5 - pendenza molto ripida o molto esposta, al limite delle possibilità di un buon sciatore.
S6 - eccezionalmente difficile o acrobatico.